DIRITTO E POLITICA DEI TRASPORTI (ISSN 2612-5056), I/2025, p. 149 – 165
The new art. 187 of the Italian Highway Code in light of the case-law of the Supreme Courts.
This purpose of this essay is to analyze the new art. 187 d.lgs. no. 285/1992 (known as Codice della strada). In particular, the statute no. 177/2024 has rewritten the provision, removing any reference to the “state of psychophysical alteration”. This intervention has radically changed the aims of the criminal norm and its essence. First of all, this work aims to verify whether the modified provision respects the precision principle of the criminal norms, as well as the harm principle, which root in the articles 25 and 27 of the Italian Costitution. Indeed, the analysis of the regulatory changes fosters reasonable doubts about its constitutional legitimacy. To verify the grounds of these doubts, the principles expressed in Constitutional case-law, in particular those contained in the ruling no. 277/2004, are helpful. These principles, although expressed on the previous version of the art. 187 c.d.s., are still essential and indispensable interpretative guidelines. Furthermore, this essay aims to identify and describe the possible interpretative approaches that can be adopted in front of this new provision. On account of this purpose, this analysis relies not only on the aforementioned Constitutional case-law but also on the case-law of the Corte di Cassazione, which has also outlined important guidelines to construe the art. 187 c.d.s.
Il presente saggio intende analizzare il nuovo disposto dell’art. 187 del d.lgs. 285/1992 (Codice della strada). In particolare, la legge n. 177/2024 ha riscritto la disposizione, eliminando ogni riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica”. Questo intervento ha radicalmente mutato il perimetro applicativo della norma penale e la sua natura intrinseca. Con il presente contributo si cerca, in primo luogo, di verificare se il precetto, per come modificato, sia rispettoso dei principi di precisione-determinatezza delle norme penali e di offensività, che trovano implicito fondamento in Costituzione negli artt. 25 e 27. Invero, l’analisi del nuovo disposto normativo fa sorgere ragionevoli dubbi circa la legittimità costituzionale dello stesso. Utili, al fine di chiarire la fondatezza di questi dubbi, sono proprio i principi di diritto espressi nella giurisprudenza costituzionale, in particolare quelli contenuti nell’ordinanza n. 277/2004. Questi principi, infatti, pur essendo stati formulati alla luce della vecchia formulazione dell’art. 187 c.d.s., costituiscono tutt’ora valide e imprescindibili coordinate ermeneutiche. Oltre a ciò, si cerca con il presente contributo anche di individuare e descrivere i plausibili approcci interpretativi che è possibile adottare di fronte a questa nuova disposizione. A tal uopo si fa ricorso non solo alla già invocata giurisprudenza costituzionale, ma anche a quella di legittimità, che pure ha tracciato validissime direttrici esegetiche relative all’art. 187 c.d.s.